Una dieta sana deve contenere anche riso o pasta,
cereali ricchi di idrati di carbonio,
protene vegetali e vitamine del gruppo B. Gli integrali sono più
ricchi di vitamine e minerali.
Non sarà mai sufficiente insistere sulla influenza negativa dei
grassi di origine animale e dei
grassi idrogenati nello sviluppo di tipi
differenti di cancro.
I grassi saturi sono presenti nelle carni e nei latticini. Contengono colesterolo e possono essere la causa
di malattie del cuore e del cancro dell'intestino crasso.
I grassi idrogenati sono grassi solidi alla temperatura ambiente ottenuti da oli satutati con il calore.
Si trovano nei prodotti commerciali della pasticceria (dolci, biscotti, ecc.). Pur non contenendo
colesterolo essendo solidi aumentano considerabilmente il rischio di malattie del cuore.
Esiste una relazione diretta fra l'ingestione di grassi animali e la incidenza del cancro del seno.
I paesi con un alto consumo di grassi di origine animale sono quelli che presentano un numero elevato
di casi di questo tipo di cancro, a differenza del Giappone dove i grasssi consumati provengono dai
pesci.
Per questa ragione è da aggiungere che le donne, per prevenire il cancro del seno, devono
ridurre di molto il consumo di grassi di origine animale.
Ma non solo è importante la qualità dei grassi consumati ma anche
il rapporto tra gli acidi polinsaturi
(Omega-3) e gli
(Omega-6).
Il loro rapporto in grammi
dovrebbe essere vicino all'1 a 1 o, al massimo, a 1gr. di Omega-3 e 4gr. di Omega-6.
Però, nella alimentazione occidentale, questo rapporto raggiunge alle volte il 20-30 a 1 a favore
degli Omega-6 e ciò si traduce in gravi danni a tutti i tessuti dell'organismo:
È da notare che quantità elevate di Omega-6 sono associate a un maggiore rischio di
problemi cardiovascolari, ad alcuni tipi di cancro, e tendono a inasprire molte risposte infiammatorie.
Gli Omega-6 che si usano devono essere di buona qualità. Le qualità inferiori
sono gli oli raffinati usati per cucinare e per friggere. Meglio di tutto sarebbe eliminare completamente le
fritture. La dieta sarà ulteriormente migliorata riducendo o eliminando molti Omega-6 di cattiva
qualità nascosti in alimenti commerciali sotto forma di oli vegetali idrogenati.
Consumando i semi crudi di girasole e sesamo e l'olio fresco e non cotto di girasole, mais, soia o sesamo
gli Omega-6 inferiori saranno sostituiti con gli Omega-6 superiori.
Nella maggior parte dei casi sarà comunque meglio ridurre l'assunzione complessiva di Omega-6
e condire con l'Olio d'Oliva.
Fonte di Omega-3 sono i pesci grassi come sardine, sgombro e salmone, che contengono
acido linolenico, precursore dell'acido eicosapentaenoico (EPA) e dell'acido docosaesaenoico
(DHA).
Fra i vegetali la fonte maggiore di acido linolenico sono i semi di lino ed il rispettivo olio.
I semi, per essere assorbiti dall'organismo, devono prima essere triturati.
Per bilanciare lo squilibrio del rapporto Omega-3 ed Omega-6 non sarà esagerata
un'assunzione, durante la giornata, di 3 - 5 cucchiai di olio di lino per un mese o poco più.
Tutto ciò dovrebbe essere combinato con una forte riduzione degli Omega-6 di bassa
qualità ed un consumo ridotto di Omega-6 di buona qualità.
Indice dell'adeguatezza dell'assunzione di Omega-3 è lo stato della pelle, visto che la sua
secchezza è segnale di una deficienza di questo acido grasso.
Dopo un consumo, di uno o più mesi, di 3 - 5 cucchiai di olio di semi di lino al giorno, la pelle perde
la secchezza e diviene liscia e morbida: Il deficit di Omega-3 è così corretto e si può
continuare diariamente con solo 1 - 2 cucchiai di olio di lino, accompagnato da alcune porzioni di
pesce alcune volte alla settimana o, addirittura tutti i giorni.
In particolare le diete vegetariane sono carenti di Omega-3.
L'alimentazione con abbondanza di carni grasse, carni di maiale e burro risulta una dieta di
alto rischio, visto che conduce all'obesità, all'
ipertensione, a distinti problemi cardiovascolari
e, in casi estremi, all'insorgenza di angina, infarto e differenti tipi di cancro.
Le portate principali non devono essere sostituite abitualmente dalle preparazioni rapide (pizze,
salsicce, fritture), generalmente più grasse, caloriche e più diffícili da digerire.
L'unica alternativa, che si può ottenere molto facilmente, è una alimentazione con cereali e
pesce e, in abbondanza, con frutta, verdura e legumi.
È da tener presente che alle volte una dieta può essere "inadeguata" per il semplice fatto di
mangiare, un giorno dopo l'altro, sempre lo stesso, senzx variare.
Questo modo di alimentarsi, che possiamo definire monotono, è sempre causa di
un grave deficit di determinati alimenti e, come contropartita, di un eccesso di sostanze dello
stesso tipo. Queste, accumulandosi nell'organismo, possono portare alle più svariate disfunzioni.
È inoltre da evitare una alimentazione con un eccesso di glucidi e
relativo eccesso di calorie cosa che costituisce uno squilibrio organico a molti livelli.
I glucidi, soprattutto quelli ad assorbimento rapido, come per esempio i prodotti di pasticceria
industriale, sono causa di obesità. Il consumo di zuccheri, ed in generale di glucidi,
dev'essere moderato visto che il nostro organismo trasforma facilmente questi edulcoranti in grasso.
Una dieta diaria di questo tipo si traduce sempre in un aumento inevitabile del grasso corporeo e,
di conseguenza, in una obesità, che può essere la causante di ipertensione, diabete ed
affezioni relative.
Il consumo di alcool in abbondanza porta sempre ad uno stato di denutrizione riducendo
la presenza di vitamine e minerali, senza menzionare il danno diretto che l'alcool occasiona alle
cellule del fegato. Ciò porta frequentemente ad una epatite e, in casi estremi, alla cirrosi consistente
nella distruzione delle cellule.
Questi disturbi possono occasionare danni anche al cuore ed al sistema nervoso e, durante la gestazione,
l'alcool consumato dalla madre, può provocare gravi malformazioni congenite al feto.
Con il tipo di cottura il valore nutritivo degli alimenti si modifica.
Per diminuire le perdite e non alterare la composizione degli alimenti è importante conoscere le varie
teniche di cottura, il grado di esposizione al calore e la sua durata.
Le carni non devono essere cotte ad alte temperature per non provocare una serie di reazioni nocive
per la salute. Bisogna evitare di abbrustolirle eccesivamente, di affumicare il pesce e l'uso frequente di
carne cotta sopra la fiamma.
La frittura è sconsigliata perchè gli alimenti trattengono il grassso della cottura. Non è facile
inoltre controllare la temperatura dell'olio: se questa è troppo elevata i buoni oli vegetali
si decompongono e si formano sostanze tossiche e cancerigene (acroleine) irritanti inoltre per lo stomaco,
il duodeno e il fegato.
L'olio ideale per friggere, e cucinare in generale, è
l'olio di oliva vergine, perchè resiste
alle alte temperature senza alterarsi.
Ricordiamo che i nitriti, usati anticamente come conservanti delle carni, sono stati proibiti
perchè producono nel mezzo acido dello stomaco una sostanza cancerigena (nitrosamina).
Per ultimo dobbiamo ricordare che ci sono delle persone che hanno una serie di abitudini che possono
costituire da se stesse "fattori di rischio":
Il mangiare molto in fretta, quasi senza masticare, impedisce una buona digestione degli alimenti.
Cenare esageratamente, di notte, provoca una digestione lenta che favorisce l'obesità.
I liquidi o gli alimenti troppo caldi ledono direttamente le mucose.
Fumare durante e dopo di aver mangiato, quale fattore di rischio aggiunto, produce sulla nutrizione
un effetto ancora più dannoso perchè il fumo del tabacco distrugge specialmente la vitamina C
che è la vitamina più fragile.