Gli Omega-3 sono invece acidi grassi polinsaturi derivati dall'acido linolenico
presente nel pesce e frutti di mare ed in alcuni vegetali.
La fonte vegetale più ricca di acido linolenico è l'olio di lino (57% omega-3, 15% omega-6)..
Nel resto dei vegetali che lo contengono (foglie verdi incluso fitoplancton ed alghe, cavolo,
noci, legumi, soia) si trova in quantità fortemente ridotte.
L'acido linolenico negli organismi viventi viene trasformato
negli acidi grassi eicosapentenoico EPA e docosoesanoico DHA,
che sono acidi grassi a catena lunga altamente polinsaturi.
Gli Omega-3 riducono la sintesi di sostanze ad azione aterogena e aggregante (effetto antitrombotico)
e mantengono l'elasticità della parete delle arterie, migliorano la pressione arteriosa, stabilizzano
il ritmo cardiaco.
Hanno un ruolo cruciale nella prevenzione dell' arteriosclerosi, degli infarti e del cancro.
Una dieta ricca di pesce riduce fino al 50% la morte improvvisa,
Gli acidi Omega-3 svolgono una azione importante nel metabolismo cerebrale:
Il cervello umano è un grande consumatore di acido DHA: un cervello adulto ne contiene più di 20 gr.
Bassi livelli di DHA sono legati a bassi livelli di serotonina, con aumentata tendenza alla depressione,
al suicidio, alla violenza.
Un adeguato introito di EPA e DHA è molto utile in gravidanza, perché l'Omega-3 contribuisce
in modo decisivo alla formazione della corteccia cerebrale e della retina del neonato.
EPA e DHA sono infatti i nutrienti essenziali per lo sviluppo del tessuto nervoso dei neonati e una
loro carenza può causare, anche nell'adulto, alterazioni nel sistema nervoso centrale ed in
quello della vista.
Si è anche notato che il trattamento con olio di pesce è efficace nella terapia della colite ulcerosa,
del diabete 2, dell'artrite reumatoide, della psoriasi, della sindrome di Reynaud.
Ma non solo è importante la qualità degli oli consumati ma anche
il rapporto tra gli acidi polinsaturi Omega-3 e gli Omega-6. Il loro rapporto in grammi
dovrebbe essere vicino all'1 a 1 o, al massimo, a 1gr. di Omega-3 e 4gr. di Omega-6.
Però, nella alimentazione occidentale, questo rapporto raggiunge alle volte il 20-30 a 1 a favore
degli Omega-6 e ciò si traduce in gravi danni a tutti i tessuti dell'organismo:
Quantità elevate di Omega-6 sono associate a un maggiore rischio di problemi cardiovascolari,
ad alcuni tipi di cancro, e tendono a inasprire molte risposte infiammatorie.
In particolare le diete vegetariane sono carenti di Omega-3.
L' istituto nazionale per la salute degli USA ha stabilito che il fabbisogno dell'acido linoleico (Omega-6)
è di 4,4 gr. al giorno mentre quello dell'acido linolenico (Omega-3) è di 2,2 gr. al dì.
Le Prostaglandine sono sostanze derivate dagli acidi grassi essenziali
(Omega-3 e Omega-6).
Sono suddivise in 3 gruppi: I gruppi PG1 e PG2 derivano dai grassi Omega-6
mentre la famiglia PG3 proviene dai grassi Omega-3.
Le prostaglandine sono a capo di numerose funzioni dell'organismo: l'immunità, la sintesi degli ormoni,
la vasocostrizione, la regolazione del dolore e dell'infiammazione.
Le prostaglandine dei gruppi PG1 e PG3 sono considerate benefiche: sono
vasodilatatrici, abbassano la pressione sanguigna, prevengono l'aggregazione piastrinica, abbassano
il colesterolo Ldl, aumentano il colesterolo Hdl, svolgono azione antinfiammatoria.
Le prostaglandine della serie PG2 hanno invece effetti dannosi: Producono ritenzione idrica,
aggregazione piastrinica, aumento della pressione sanguigna ed infiammazioni.
L'Omega-6 sintetizza le prostaglandine di ambedue i gruppi: PG1 (benefico) e PG2
(dannoso), mentre gli acidi grassi Omega-3 sono i precursori delle prostaglandine di serie
PG3 (benefiche).
Il rapporto tra le varie famiglie di prostaglandine è determinato dalla dieta e può contribuire ad un
aumento del rischio di malattia.